COMUNICAZIONI INUTILI “Il coraggio di esporsi” | Silvano Repetto
Inaugurazione – Sabato 12 Settembre 2026 ore 18
10.09.26 – 10.10.26
Orari: 10.00/13.00 – 15.00/18.00
Predicare nel deserto è un gesto che appartiene al virtuosismo tipico degli individualisti che, figli del proprio genio incompreso, del presunto essere o sentirsi “superiori” e voler mostrare la via, nel momento in cui prova a farsi capire non trova orecchie in grado di comprendere.
In questo caso è paradossale che a farlo sia Silvano Repetto, uno dei più indomiti e incorreggibili artisti contemporanei di questo tempo, sempre ammesso e concesso che il tempo esista, Repetto con questa performance diventa corpo fisico dell’inutilità del tentativo di spiegare, laddove nessuno è pronto ad ascoltare e non ha tempo di capire.
Egli stesso, l’artista, conviene sul fatto che “chi ha tempo non perda tempo” trasformando la sovrabbondanza di informazioni in una comunicazione inutile, vacua, evanescente come l’esiguo pubblico che si crogiola di arte senza mai esserne parte. Quindi è si possibile esprimere un pensiero attraverso oggetti che richiamano un megafono, ma non sono altro che l’eco di un desolante silenzio culturale che in modo (com)passionevole tenta di svegliare il torpore intellettuale di coloro che hanno smesso di ascoltare,
perché pensano di sapere già tutto e non hannopiù la curiosità di guardare il nulla con l’idea di trovare qualcosa. In questo marasma di informazioni Repetto cade nel mezzo del festival della comunicazioni di Camogli e non è dato sapere quanti si accorgeranno della sua presenza, quanti scruteranno oltre il nulla nel loro girovagare per trovare un manifesto inutile e fermarsi un attimo a guardarlo, ancor più che non si può ascoltarlo in alcun modo e se anche fosse possibile il suo messaggio risulterebbe molto criptico e
importante al tempo stesso, come quando John Cage disse che anche il silenzio è spartito. Ecco, in questo spartito di apparente inutilità forse il senso non c’è, perché si è persa l’attenzione verso il prossimo e ogni
riflessione è diventata propaganda urlata in modo spicciolo, di cui tra l’altro l’artista ha sempre bisogno ma ormai è silenziato, ghettizzato nella sua scelta creare arte in ogni forma o espressione perché tanto è tutto
inutile e basta niente per sembrare tutto… E allora, se basta niente per sembrare tutto, il mondo merita che l’artista Repetto urli in silenzio tutto ciò che avete scelto di non capire e che non sapete guardare, schiavi
della superficie. Provate ad ascoltare e sentirete che quella goffa inutilità silenziata per pudore e dignità, in realtà parla e racconta di noi.
Mirko Aretini
Silvano Repetto
Nato a Mendrisio nel 1968, vive e lavora a Lugano. Dopo aver studiato Arti Decorative al CSIA (Centro Scolastico Industrie Artistiche) di Lugano, nel 1992 ottiene il diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Dagli anni novanta ha partecipato e non-partecipato (in pieno stile repettiano) a varie mostre, tra le più recenti Il Respiro dell’arte, a Palazzo Ducale, Genova (2020); alla Triennale di Milano (2018) con la videoinstallazione l’ospite inatteso; alla quattordicesima edizione della mostra internazionale documenta di Kassel (2017) con la performance Io resto fuori; all’Armory Show di New York (2017) con la performance
Esserci o non esserci; alla mostra Fama/Fame, presso l’art-lab Studio asc, Londra (2015); e al Museo d’Arte di Mendrisio (2015) con l’installazione Videoelemosina.
Silvano Repetto è attivo anche come regista e produttore. Nel 1993 fonda l’IFDUIF Video Festival, acronimo di Il Figlio Di Ubaldo Il Falegname e omonimo della casa di produzione di cui è titolare, IFDUIF Film

