Eventi

Julia Binfield
A Day at the Sea

Inaugurazione - Sabato 6 Ottobre 2018 ore 18
07.10.2018 – 02.12.2018

orari: Tutti i giorni – 10.00/13.00 – 15.00/18.00 Sabato e Domenica su appuntamento – 339 2487266

La parte centrale della mostra ‘A Day at the Sea’ consiste in 27 monotipi dello stesso soggetto che, ad un primo sguardo, possono sembrare molto simili. In realtà si dividono in due momenti della stessa giornata, il primo pomeriggio, quando la luce è molto forte, e circa due ore più tardi, quando il sole inizia a calare e la luce cambia. Non si sa bene se si è dentro oppure fuori dall’acqua. Interessano le sensazioni, il colore, l’atmosfera. Da un lato la vista è immobile, sempre la stessa, dall’altro è in costante mutamento, i colori sono fortissimi per un lungo periodo della giornata, poi la luce diminuisce, forse arriva un temporale oppure è soltanto il crepuscolo. Queste opere sono state completate prima da altre stampe che raccontano uno stesso soggetto in momenti diversi, intorno all’alba e poco prima della mezzanotte, per restituire la sensazione dell’arco completo della giornata. L’apparente ripetizione del soggetto è un’approccio che l’artista adopera spesso, mentre l’intento (abbandonarsi al caso, rinunciare alla descrizione lineare) e la tecnica (monotipo) sono molto diversi dal solito. Da sempre intrigata dalla flessibilità e dalla natura imprevedibile dei monotipi, Julia Binfield ha approfondito la tecnica nel laboratorio A14 a Milano con Daniela Lorenzi all’inizio del 2018 e ha capito che era molto adatta per esprimere la sensazione che ha vissuto in una giornata al mare nell’agosto del 2017. La tecnica del monotipo è poco controllabile e apre uno spazio di autonomia casuale del materiale, vedere cosa ne risulta, produrre in serie  senza una pretesa di omogeneità e soltanto successivamente, con uno sguardo distaccato, collocare ogni stampa nella sua posizione davanti al lavoro finito. I lavori sono realizzati su una carta molto leggera giapponese, che Julia Binfield sceglie spesso, e in questo caso permette di snellire la sua preparazione con il passaggio nel torchio. Altre carte più pesanti dovrebbero essere bagnate e mantenute umide per la durata del processo, in questo caso invece, si sono compiuti diversi passaggi successivi per rendere l’atmosfera desiderata. Il risultato è che ogni piccolo cambiamento della luce viene dettagliato, incidendo con una punta nell’inchiostro sulla lastra, intervenendo con alcol oppure lavorando con il frottage per evidenziare qualche contorno minuto.

Julia Binfield, londinese, si forma alla St.Martin’s School of Art, dove studia graphic design, a Pentagram con Alan Fletcher, per cui lavora due anni. Dopo si trasferisce in Italia a Roma, poi a Milano, dove attualmente vive e lavora. Negli ultimi anni si è occupata di graphic design, illustrazione e lavori personali. Nel 1995, le Edizioni Charta le hanno dedicato una monografia mentre nel 2005 ha vinto due premi come miglior libro illustrato dell’anno con “N.3. Che mistero nasconde il giardino dei vicini?”, pubblicato dall’editore Topipittori. Fra gli altri riconoscimenti ottenuti, il British Design and Art Direction, European Illustration, Art Directors’ Club Italiano e Associazione Illustratori Italiani. Ha collaborato con diverse scuole dove realizza insieme ai ragazzi dei murales. In 2013 ha realizzato un’installazione commissionata da Politecnico e il Comune di Milano in Piazza Leonardo da Vinci. Dedica sempre una parte del suo tempo a progetti personali, che espone in mostre in Inghilterra e in Italia.

juliabinfield.blogspot.com
www.juliabinfield.com

 

 

 

 

 


Ronni Campana
UN’APPARIZIONE DI SUPERFICI a cura di Luca Panaro

Inaugurazione – Venerdì 20 Luglio 2018 ore 19 con presentazione del libro Un’apparizione di superfici (Apm Edizioni, 2017) 21.07.2018 – 09.09.2018
orari: Tutti i giorni – 10.00/13.00 – 15.00/18.00 Sabato e Domenica su appuntamento – 339 2487266

 

Badly Repaired Cars  del fotografo milanese Ronni Campana documenta con grande ironia le riparazioni “fai da te” a cui sono state sottoposte le automobili ritratte. Dopo un primo avvistamento, avvenuto una sera al ritorno dal lavoro, l’autore ha iniziato una sorta di caccia al tesoro per le vie di Londra, alla ricerca di questi interventi di fallimentare creatività. Sacchetti della spesa utilizzati per fissare specchietti retrovisori, vernice spray per camuffare graffi, teli di plastica al posto di finestrini in frantumi, e nastro adesivo di varie dimensioni e colori impiegato a profusione per coprire ammaccature o tenere insieme diversi pezzi. Dalle immagini non trapela cinismo, piuttosto divertimento nei confronti di queste sistemazioni dallequilibrio precario, che sembrano dire molto sulla vita di oggi. Enfatizzandole con inquadrature ravvicinate e con luso del flash, l’autore si sofferma sulle forme grafiche che esse creano interagendo con il design e i colori sgargianti delle vetture, rivelandone una bellezza nascosta, seppur goffa.

La mostra nasce come evento legato alla presentazione di Un’apparizione di superfici di Luca Panaro. Come già avvenuto in altre città italiane, fra cui Verona, Fano, Venezia e Milano, la presentazione del libro è diventata il pretesto per esibire il lavoro di uno, o più, dei trentasei autori presenti al suo interno. Un’apparizione di superfici analizza la diffusione di un particolare sguardo, sviluppatosi a partire dall’uso sempre più massiccio di smartphone e app dedicate per la creazione di immagini, caratterizzato da inquadrature strette, senza sfondamento prospettico, dalle cromie esasperate e dense. Uno sguardo contemporaneo, dunque, attraverso cui la fotografia sembra aver finalmente trovato la sua vera vocazione.

Ronni Campana (Milano 1987) studia grafica pubblicitaria e nel 2007 si trasferisce a Firenze per studiare fotografia alla Fondazione Studio Marangoni. Successivamente torna a Milano per lavorare come assistente fotografo. Oggi lavora a Firenze come fotografo per lo studio Moretti Visani. Il suo progetto Badly Repaired Cars è stato pubblicato online dalle maggiori testate internazionali, M Le magazine du Monde, British Journal of Photography,  The Guardian, Wired e molti altri. Il suo primo libro, Badky Repaired Cars è stato pubblicato dalla Hoxton mini press di Londra ed è stato selezionato da Martin Parr come uno dei migliori fotolibri del 2016. La sua serie inerente alle macchine mal riparate è stata esposta alla Fondation Cartier di Parigi per la mostra Autophoto.

Luca Panaro (Firenze 1975) è critico d’arte, curatore, insegna all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Tra i suoi libri: L’occultamento dell’autore. La ricerca artistica di Franco Vaccari (Apm 2007), Tre strade per la fotografia (Apm 2011), Conversazioni sull’immagine (Danilo Montanari 2013), Casualità e controllo. Fotografia, video e web (Postmedia Books 2014), Visite brevi (Quinlan 2015), Photo Ad Hoc (Apm 2016), Chance and Control. Photography, Video and the Web (Droste Effect 2016), Un’apparizione di superfici (Apm 2017), Dialoghi brevi (Quinlan 2018). Ha pubblicato su Enciclopedia Treccani XXI Secolo il saggio Realtà e finzione nell’arte contemporanea (2010), co-curato l’opera in più volumi Generazione critica (Danilo Montanari 2014-2017) e Effimera (Apm 2016-2017), oltre a una serie di cataloghi e monografie su artisti contemporanei. Direttore artistico della rassegna “Centrale Fotografia”. Fondatore e direttore del progetto didattico Chippendale Studio.

lucapanaro.net

 

 

 

 

 

 

 


From Elsewhere by means of photography
Matteo Mezzetta + Lorenzo Piovella + Massimiliano Zaffino

In occasione della MILANO PHOTO WEEK 2018

InaugurazioneLunedì 4 Giugno 2018 ore 19 Via Bobbio, 6 / ang. Via Ventimiglia (MM P.ta Genova) 20144 Milano

04.06.2018 – 10.06.2018

orari mostra: 10.00/13.00 – 15.00/19.00

P46 Photogallery in collaborazione con WantStudio presenta una mostra collettiva in cui si mettono in dialogo tre progetti di Matteo Mezzetta, Massimiliano Zaffino e Lorenzo Piovella. I tre artisti presentano progetti individuali che hanno come denominatore comune il fatto di mettere in evidenza un uso non convenzionale della fotografia. Mezzetta e Zaffino sono due pittori che si sono avvicinati al mezzo fotografico come parte necessaria, e finora implicita, del loro processo pittorico. Piovella, al contrario, usa la fotografia come punto di arrivo di un processo di creazionedi uno spazio immaginario. I tre lavori hanno ulteriori punti di contatto e rimandi visuali e concettualireciproci che offrono uno scorcio peculiare sulla complessità della fotografia e sui confini liquiditra i linguaggi dell’arte contemporanea.

 

 

 


GORDON PARKS “NERO AMERICANO”

15.07.17 – 03.09.17

Gordon Parks – Scrittore, poeta, musicista, regista e soprattutto fotografo, Parks ha raccontato le difficoltà di essere nero in un mondo di bianchi.

La fotografia di Gordon Parks. Nero americano.

La fotografia non cattura solo le immagini del mondo che ci circonda. Se ben impiegata la macchina fotografica può trasformarsi in un potente strumento di critica socio – politica nonché di indagine culturale, di denuncia e al contempo di difesa. Gordon Parks è riuscito a piegare la macchina fotografica al suo volere sfruttandola per far conoscere la profonda spaccatura che ha diviso il territorio americano dall’interno: il mondo ghettizzato degli afroamericani, le difficoltà di integrazione dei piccoli gruppi sociali che lottano per sopravvivere. Ha raccontato storie, aneddoti e documentato situazioni della storia indimenticabili. E oggi queste immagini sanno ancora parlare al pubblico trasmettendo tutto il proprio potere di riflessione critica sulle ingiustizie, sulla povertà e l’emarginazione. Con il suo stile unico e versatile Parks ha superato le barriere del tradizionale fotogiornalismo per analizzare le situazioni dal loro interno: le sue sono immagini di vita quotidiana, di bambini e famiglie colti nei loro momenti più spontanei; ha saputo rappresentare i comportamenti delle persone senza giudicarli, li ha guardati dal basso verso l’alto, quasi come fossero eroi della vita e della sopravvivenza. È su questi temi che Parks rivela tutta la sua contemporaneità, il suo sguardo impietoso e al contempo delicato verso la società e gli individui che la costituiscono. L’attualità dello sguardo di Parks si rivela anche nelle sue modalità di scatto, nella sua tecnica di inquadratura, nella sua concezione della storia da raccontare; è un occhio cinematografico il suo, che racconta le immagini costruendo sapientemente un ritmo quasi musicale. Una poesia.

           

CONTEMPORARY VISIONS | Videoart in loop

Contemporary Visions ∞ VideoArt in LOOP è l’evento che coinvolge la videoarte in un percorso articolato e condiviso in contemporanea in diverse parti del mondo. LA CONTEMPORANEITÀ IN CONTEMPORANEA: questa è la volontà di AIAPI nel trasformare una esposizione in un evento internazionale che coinvolge il mondo e lo rende unito nell’arte. Location diverse nel mondo, luoghi inusuali e inaspettati che diventano luoghi d’arte che può essere fruita dal pubblico in qualsiasi momento. Le persone approcciano l’arte contemporanea con una diffidenza diffusa dall’abitudine di pensare che si tratti di un prodotto di nicchia, dedicato solo agli esperti e avulso ai più. L’arte, in realtà, è di tutti e a tutti appartiene. Nel momento stesso in cui viene prodotta dall’artista comincia ad appartenere alla gente, la quale può goderne appieno il valore anche, e forse soprattutto, proprio dove non si aspetta di trovarla. Ecco allora che l’arte diventa di tutti e in contemporanea in molte parti del mondo, persone di culture diverse vivranno esperienze analoghe, sentendosi vicine. L’arte supera le barriere, accomuna ed eleva ad una riflessione più ampia della realtà, offrendoci visioni (contemporanee) alle quali gli occhi sono grati. Contemporary Visions ∞ VideoArt in LOOP coinvolge artisti di tutto il mondo in un evento in tutto il mondo.

http://aiapi.it/contemporary-visions

GLI ARTISTI

Sergio Albiac | Donato Arcella | Atotonilco EstudioAugenblick | Federica Barcellona | Steven BriandSilvia Camagni & Grace Zanotto | Francesco Carbone | Massimo Cappellani, Katia Di Rienzo, Emanuela Fiorelli | Pablo Caviedes | Daz Disley | DORI&GREY | Maurizio Follin | L’Appeso Videoproduzione | Kasumi | Fenia Kotsopoulou | Francesca Lolli | Ruggero Maggi | Shimrit Malul | Chiara Mazzocchi | Rasoul Moareknejad | Nadia Perrotta | Anna PozzuoliPunto CriticoGiordano RizzardiMarco RoccaCandas SismanElena Tagliapietra

  Sabato 1 Ottobre 2016  ore 18 02.10.16 – 16.10.16 Orari: Tutti i giorni – 10.00/13.00 – 15.00/18.00    

Stampa

video art in loop

 

Luca Panaro | PHOTO AD HOC

Il libro raccoglie opere di artisti italiani capaci di produrre immagini fotografiche ad hoc, consapevoli di rapportarsi alla cultura e all’identità di un luogo, abili nel comprendere l’evoluzione di un territorio attraverso i documenti conservati in un museo. Da questo processo ne risulta un variegato campionario di atteggiamenti, forme e testimonianze, di una comunità dotata di un bagaglio iconografico da tramandare. Nel saggio di Luca Panaro la figura dell’artista ne esce potenziata, forte di un rinnovato ruolo sociale.

Luca Panaro (Firenze 1975) è critico d’arte e curatore, laureato in Arte Contemporanea al DAMS dell’Università di Bologna, dal 2007 insegna “Storia della critica fotografica” all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 2005 inizia la collaborazione con il Politecnico di Milano, sede di Piacenza, dove dal 2013 insegna “Iconografia fotografica”. Tra i suoi libri: L’occultamento dell’autore. La ricerca artistica diFranco Vaccari (APM 2007), Tre strade per la fotografia (APM 2011), Conversazioni sull’immagine (Danilo Montanari 2013), Casualità e controllo. Fotografia, video e web (Postmedia Books 2014), Visitebrevi (Quinlan 2015). Ha pubblicato su Enciclopedia Treccani XXI Secolo il saggio Realtà e finzionenell’arte contemporanea (2010) e co-curato l’opera in più volumi Generazione critica (Danilo Montanari 2014-2016).

www.lucapanaro.net/

  Presentazione del libro – Sabato 23 Aprile 2016 ore 18      

   

CIBO 2.0

“CIBO 2.0″ è un progetto interattivo site-specific  di Paolo Veronelli voluto dalla Galleria P46 per la seconda edizione del Festival della comunicazione di Camogli. Nata come galleria fotografica contemporanea, P46 ha accolto l’invito a confrontarsi sul linguaggio proponendo al visitatore un’esperienza comunicativa nuova, che impiega una tecnologia di uso comune in modo sperimentale, riunendo in un unico discorso tradizione e innovazione, fisico e virtuale, locale e globale. Per tutta la durata del festival sarà attivo un software (QRManiacs) che renderà possibile l’interazione tra il visitatore del festival e la galleria, al quale si potrà accedere esclusivamente tramite la lettura di codici grafici ( QR code) posizionati in alcuni esercizi commerciali del centro di Camogli. Ciascun codice rimanderà ad una piattaforma dedicata ad una specialità della cucina ligure e le risposte che ogni utente collezionerà verranno memorizzate nel suo account virtuale, ma la partecipazione al gioco-progetto verrà formalizzata solo con l’accesso in Galleria, che sarà allestita per l’occasione. Sfruttando la peculiarità del Codice QR di contenere link diretti a risorse virtuali aggirando la necessità di una nostra elaborazione  testuale (googleing), questa iniziativa invita il visitatore a sperimentare una nuova forma di interattività: puntare lo sguardo e il cellulare verso l’ambiente riconoscendo in esso un sensibilissimo indicizzatore del mondo virtuale. Da realtà reale aumentata a realtà virtuale diminuita.

10.09.2015 – 13.10.2015 Festival della comunicazione

 

LUCIANA BORA Camogli, opere su carta Il paesaggio ligure diventa un tema ricorrente nell’opera pittorica di Luciana Bora a partire dal 1950, quando trascorre la sua prima estate a Camogli. Formatasi a Brera nella Milano del dopoguerra, con compagni di accademia, quali Enrico Baj, Alik Cavaliere, Alfredo Chighine, Roberto Crippa e Dario Fo, Bora segue la classe di pittura di Achille Funi, assimilandone il realismo di carattere novecentista, ravvisabile nell’impostazione monumentale delle figure umane dei primi oli eseguiti dalla pittrice negli anni giovanili. In seguito, la sua opera evolve attraverso una ricerca individuale basata sulla luce e sul colore che denota la particolare capacità cromatica dell’artista. Dalla sua vasta produzione pittorica, in cui ha trattato numerosi soggetti e molteplici tecniche, questa selezione di opere su carta mostra la sua versatile abilità nel trasporre i temi con mezzi svariati, associando il pastello all’acquerello, oppure con il semplice uso della china. Realizzati nel corso di almeno trent’anni, i lavori esposti illustrano scorci di paesaggio nei quali la macchia mediterranea, immersa nei freddi toni azzurri del cielo e del mare, viene resa da ampie stesure di colore, sulle quali interviene infine il segno deciso del pastello. Il paesaggio mosso, di forte impatto cromatico, dei suoi acquerelli si placa nei disegni a china dove la prorompente vegetazione viene tradotta minuziosamente in netto contrasto con le linee chiare e semplici delle architetture liguri di sfondo. Silvia Barisione Curator, The Wolfsonian – Florida International University, Miami Beach.

 

Inaugurazione – Venerdì 28 Agosto 2015 ore 18

 
     

Are you ready for the LET’S COMMUNICATE THE FUTURE exhibit?

The 10 selected illustrations will be showcased at P46 gallery in Camogli, Italy from 12th to 14th September 2014, in conjunction with Festival della Comunicazione – an annual meeting of debate on the subject of communication.

Moreover, live interviews with the selected artists will be live streamed during the exhibition!

Thanks everyone for taking part in the Let’s Communicate The Future Contest!

We’re happy to announce the 10 selected artists : Ailadi CortellettiToni Demuro, Reynante Martinez, Gel Jamlang, Rene V. Steiner, Nuncio Casanova, Vincent Moro (Blumagenta), Luis Enrique Cuellar, Pierre Paul Pariseau, Wayne Edson Bryan
Opening – Thursday, September 11th, 2014; 6:00 pm in CAMOGLI
12.09.2014 – 12.10.2014

       

OPEN CALL FOR ENTRY – LET’S COMMUNICATE THE FUTURE
Glossom in collaboration with P46 Gallery is pleased to announce an Open Call to all the illustrators, graphic designers and visual artists to take part in the LET’S COMMUNICATE THE FUTURE contest.The rise of widespread digital technologies and approachable user interfaces has changed the way we share ideas and have conversations, and will further in the days to come. What’s your take on the future of communication? The submitted work has to be related to the impact of new digital communications technologies on the society and the relationship among people and between people and institutions. Upload your submission on Glossom.com and tag it #communicatefuture 10 works will be selected and they will be displayed at P46 Gallery in Camogli, Italy, for a three day exhibit from 12th to 14th September 2014, in conjunction with Festival della Comunicazione – an annual meeting of debate and entertainment on the subject of communication, thought as transmission of a message in any cultural, media and technological frame of reference. Moreover, the selected artists will have the opportunity to be interviewed via conference call (Skype or Google Hangout) no matter where they are in the world, during the event.

CommunicateFutureHeader

       

  OPEN CALL FOR ENTRY - URBAN LANDSCAPES

P46 Gallery in collaboration with Glossom is pleased to announce an Open Call for a photography contest to all Glossomers for the inauguration of our Gallery in Camogli.

The theme will focus on “”: city, metropolis or suburb seen through a photographic journey aiming to identify its contemporary character. The presented work has to relate to the reading of contemporary landscape, its transformations and its links with human presence. 15 photos are requested, reflecting a clear idea and uniformity of language. The work considered the most interesting by the contest jury will be exhibited in our gallery for 4 weeks. Moreover P46 will publish the catalog of the exhibition.

Closing date: 15th March 2014 Jury Finalist Announcement: 31th March 2014 Exhibition Opening: May 2014 Jury Silvana Turzio, curator Fulvio Zendrini, collector P46 curators