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GORDON PARKS “NERO AMERICANO”

Inaugurazione – Venerdì 14 Luglio 2017 ore 18
15.07.17 – 03.09.17

Gordon Parks – Scrittore, poeta, musicista, regista e soprattutto fotografo, Parks ha raccontato le difficoltà di essere nero in un mondo di bianchi.

La fotografia di Gordon Parks. Nero americano.

La fotografia non cattura solo le immagini del mondo che ci circonda. Se ben impiegata la macchina fotografica può trasformarsi in un potente strumento di critica socio – politica nonché di indagine culturale, di denuncia e al contempo di difesa.
Gordon Parks è riuscito a piegare la macchina fotografica al suo volere sfruttandola per far conoscere la profonda spaccatura che ha diviso il territorio americano dall’interno: il mondo ghettizzato degli afroamericani, le difficoltà di integrazione dei piccoli gruppi sociali che lottano per sopravvivere.
Ha raccontato storie, aneddoti e documentato situazioni della storia indimenticabili. E oggi queste immagini sanno ancora parlare al pubblico trasmettendo tutto il proprio potere di riflessione critica sulle ingiustizie, sulla povertà e l’emarginazione.
Con il suo stile unico e versatile Parks ha superato le barriere del tradizionale fotogiornalismo per analizzare le situazioni dal loro interno: le sue sono immagini di vita quotidiana, di bambini e famiglie colti nei loro momenti più spontanei; ha saputo rappresentare i comportamenti delle persone senza giudicarli, li ha guardati dal basso verso l’alto, quasi come fossero eroi della vita e della sopravvivenza.
È su questi temi che Parks rivela tutta la sua contemporaneità, il suo sguardo impietoso e al contempo delicato verso la società e gli individui che la costituiscono.
L’attualità dello sguardo di Parks si rivela anche nelle sue modalità di scatto, nella sua tecnica di inquadratura, nella sua concezione della storia da raccontare; è un occhio cinematografico il suo, che racconta le immagini costruendo sapientemente un ritmo quasi musicale. Una poesia.

Gordon Parks nasce nel 1912 in Kansas. I suoi studi scolastici furono condotti in totale segregazione dalle scuole primarie fino alle superiori, dove ai ragazzi di colore era proibito fare sport e condurre attività sociali in presenza dei coetanei bianchi.
Affrontò in giovanissima età la morte della madre: lasciò la sua casa vivendo per strada e lottando per la sopravvivenza. Svolse diversi lavori dal cameriere, al cantante, allo scrittore, al musicista, formando un bagaglio di esperienze che lo accompagnarono per tutta la sua vita.
Il 1929 fu l’anno del crollo della Borsa di Wall Street, momento nel quale Parks si diresse a Chicago dove iniziò a lavorare in un albergo. Lavorò come fotografo di moda nel negozio di proprietà della moglie di Joe Louis, il grande campione di boxe.
Ormai stabile a Chicago, nel 1942 fu chiamato per una importante collaborazione da Roy Stryker, ai tempi, capo della Farm Security Administration (FSA), entrando a far parte di una squadra di importanti fotografi tra i quali Walker Evans, Dorothea Lange e Mydans Carl, che girava gli Stati Uniti per documentare il crollo economico frutto della Grande Depressione.
Dopo la conversione della Farm Security Administration in Office of War Information Parks rimase a Washington D.C. lavorando come corrispondente freelance. Per il nuovo ufficio realizzò un servizio sul primo gruppo di aviatori afro americani al servizio degli Stati Uniti. Successivamente realizzò un progetto per la Standard Oil Company, nel New Jersey, che ebbe come scopo la documentazione della vita nella piccola città e all’interno dei nuovi centri industriali.
Il 1948 fu un anno particolarmente fortunato per Parks perché il suo servizio su un giovane di Harlem, leader di una gang di quartiere, gli fece conquistare un posto di lavoro presso la prestigiosa rivista Life, per la quale fu attivo collaboratore fino al 1972.
Per oltre vent’anni ha prodotto servizi fotografici su diversi soggetti tra i quali fashion, sport, spettacolo, povertà e segregazione razziale, con particolare riguardo per la documentazione delle manifestazioni e le lotte per i diritti civili dei neri americani. Ha inoltre fotografato importanti e conosciuti personaggi dell’epoca tra i quali Malcom X, Muhammad Ali e Barbara Streisand diventando uno dei più acclamati fotogiornalisti degli Stati Uniti.
Nel 1969 realizzò il suo primo film prodotto per la major Warner Bros. dal titolo “Ragazzo la tua pelle scotta” e fu riconosciuto come il primo regista di colore ad aver collaborato con un grande colosso della produzione cinematografica americana. Nel 1977 fu inoltre ospitato tra gli artisti selezionati per l’esposizione fotografica della Documenta n.6 a Kassel, un’importante manifestazione che sancì l’ingresso della fotografia all’interno del mondo dell’arte.
Parks fu inoltre un sensibile fotografo di moda; dopo aver lavorato per l’Ufficio Informazioni di Guerra si trasferì ad Harlem dove oltre alla sua attività per Life collaborò con la rivista Vogue diretta da Alexander Liberman. In questo periodo diede alle stampe due volumi: Flash photography (1947) e Camera Portraits: Tachniques and Principles of Documentary Portraiture (1948). E’ morto nel 2006 di cancro all’età di 93 anni a Manhattan.